Assegnazione tesi

Prima fase

Dopo aver concordato con il docente l'argomento della tesi, lo studente deve assumere informazioni di carattere generale, al fine di individuare esattamente il tema (in questa fase è utile far ricorso ai manuali di diritto civile più diffusi) e, poi, di verificare l'esistenza, l'accessibilità e la disponibilità dei materiali necessari (cioè, la fattibilità della tesi).
 

Seconda fase

 

Contestualmente o subito dopo, lo studente deve condurre una ricerca bibliografica. Occorre prestare, pertanto, particolare cura ed attenzione alla preparazione della bibliografia. La ricerca di quest'ultima può suddividersi in due momenti:

  • il primo è diretto a individuare le opere che (anche in senso lato) riguardano il tema da affrontare;
  • il secondo mira a catalogare e a schedare tutti i documenti che possono essere utili ai fini della stesura.

Per ogni lavoro di tesi sarà opportuno valutare se catalogare tutto il materiale consultato sotto un unico elenco alfabetico oppure partitamente, distinguendo monografie e saggi (in ogni caso, gli articoli comparsi sulla stampa quotidiana o periodica si elencano separatamente dalla letteratura scientifica).

Ai fini della individuazione della bibliografia, è necessaria la consultazione delle seguenti opere:

a) Dizionario bibliografico delle riviste e delle monografie giuridiche pubblicate in Italia, a cura di V. Napoletano, edito da Giuffrè (si tratta di una pubblicazione annuale che indica, suddividendoli per argomento, i saggi e le monografie edite nell'anno precedente; le annate da consultare dipendono dalla singola tesi);

b) Voci collegate all'argomento della tesi delle grandi enciclopedie giuridiche (tutte sono corredate di bibliografia):

  • Enciclopedia del diritto, edita da Giuffrè (opera italiana giuridica a dizionario; Milano;
  • Digesto Italiano, edito dalla Utet (nella recente versione), Torino;
  • Enciclopedia Giuridica, edita dall'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, Roma;
  • Commentario alla Costituzione, a cura di G. Branca e A. Pizzorusso, edito da Zanichelli
  • Il Foro italiano, Bologna - Roma (per gli articoli della Costituzione relativi alla materia della tesi);
  • Repertori del Foro italiano, di Giurisprudenza italiana, di Giustizia civile, ecc. (che contengono, prima della giurisprudenza, anche indicazioni bibliografiche, accanto a quelle normative),

Inoltre, è indispensabile consultare (attraverso gli indici annuali) le riviste giuscivilistiche fondamentali italiane e straniere e quelle che hanno una parte dedicata al diritto civile.

Le principali riviste italiane di diritto civile da consultare sono:

 
 
  • Contratto e impresa
  • Contratto e impresa Europa
  • Diritto di Famiglia e delle Persone
  • Diritto privato
  • Europa e diritto privato
  • Famiglia e diritto
  • Famiglia persone e successioni
  • Giurisprudenza Commerciale
  • Giustizia Civile
  • Giustizia Civile Massimario
 
  • Nuova giurisprudenza civile commentata
  • Obbligazionie contratti
  • Rassegna di diritto civile
  • Rivista di diritto civile
  • Rivista Trimestrale di Diritto e Procedura civile
  • Rivista critica del diritto privato
  • Rivista di diritto internazionale privato e processuale
  • Rivista di diritto privato
  • Rivista delle Società
  • Rivista del diritto commerciale e del diritto generale delle obbligazioni
 
     
 

Naturalmente, le opere e le riviste indicate costituiscono una base necessaria, ma non sufficiente per la ricerca bibliografica, che va comunque adeguatamente integrata e completata. Questa seconda fase può essere svolta anche attraverso banche-dati, con l'aiuto di supporti informatici. Unitamente alla ricerca bibliografica va fatta anche una ricerca normativa e di giurisprudenza. A tal fine è necessario consultare le relative raccolte. Si segnalano alcuni indirizzi web utili agli studenti che si avvicinano all'uso della ricerca in rete. Ulteriori indicazioni sono contenute all'interno dei siti stessi tramite l'elenco dei links d'interesse:

 
     
 

Indici di risorse giuridiche:

 
   
     
 

Motori di ricerca giuridici:

 
   
     
 

Siti istituzionali:

 
   
     
 

Siti utili per la ricerca normativa:

 
   
 

Siti utili per la ricerca giurisprudenziale:

 
   
 

Siti utili per la ricerca bibliografica:

 
 
 

 

Terza fase

Una volta reperiti i testi, occorre leggerli e schedarli.
La schedatura va effettuata utilizzando schede cartacee (una scheda per ogni testo da ordinare alfabeticamente) o tramite un personal computer. Le schede consistono in un appunto di lunghezza variabile (a seconda dell'interesse dell'opera schedata) nel quale, oltre ai riferimenti bibliografici indispensabili, si riportano la sintesi del testo e le citazioni che si ritiene utilizzabili nella tesi (con relativa indicazione della pagina dalla quale ciascuna è stata tratta). In seguito, queste schede diventeranno il riferimento fondamentale sia per la redazione del testo e delle note, sia per la predisposizione della bibliografia.
 

Quarta fase

Terminato l'esame della documentazione, innanzitutto, occorre redigere uno schema di lavoro (indice di massima) da sottoporre al docente per l'approvazione.
L'indice, che ben può essere modificato nel corso del lavoro, deve rappresentare lo sviluppo logico della tesi ed avere un impianto tendenzialmente organico. Quanto più risulta accurato, tanto più diviene efficace l'impostazione della ricerca e anche la facilità con la quale, nella fase successiva, lo studente può scrivere il lavoro . Inoltre, occorre procedere alla revisione del materiale reperito e alla sua suddivisione fra le diverse parti (capitolo o paragrafo) della tesi secondo l'indice provvisorio.
 

Quinta fase

A questo punto, è possibile procedere alla stesura della prima bozza di tali parti. Le varie versioni di tali parti vanno sottoposte via via al docente, per conoscerne le osservazioni. È apprezzabile curare un'argomentazione serrata e tecnicamente accurata, per una lunghezza media (100-150 pagine di 1800 battute).
 

Sesta fase

Completata la stesura dell'intera tesi, è necessario procedere alla lettura coordinata del lavoro e, poi, alla redazione dell'introduzione e delle conclusioni. L'introduzione deve essere rivolta a:
presentare l'oggetto della tesi, individuandone i confini;
giustificare la scelta dell'oggetto e spiegare le ragioni della delimitazione di cui sopra;
illustrare sinteticamente la metodologia utilizzata e le fonti cui si è fatto ricorso;
eventualmente, anticipare in estrema sintesi la tesi che si è ritenuto di sottoporre a verifica e le conclusioni cui si è pervenuti.
Le conclusioni, invece, devono dare conto sintetico dei risultati della ricerca, in raffronto con l'eventuale ipotesi iniziale.
 

Settima fase

Completato il lavoro nelle singole parti, occorre verificarne l'organicità, curandone gli aspetti formali (errori di battitura, punteggiatura, uso delle maiuscole, citazioni, ecc.), aggiungendo la bibliografia, numerando per bene capitoli e paragrafi, titolando i capitoli (e in alcuni casi i paragrafi), controllando l'apparato di note e aggiungendo (previa intesa col docente) eventuale documentazione indispensabile (che in linea di massima deve essere di difficile reperibilità, in quanto non si giustifica l'inserimento di materiale facilmente disponibile).
La numerazione dei capitoli va fatta in numeri romani, mentre quella dei paragrafi in numeri arabi; per i punti vanno utilizzati i doppi numeri arabi.
 

Ottava fase

Quando è completo, il lavoro va sottoposto al docente per la verifica complessiva. Se questa ha esito positivo, si può procedere alla stampa definitiva del testo e alla preparazione delle copie richieste. Ai fini della stampa definitiva del testo, è opportuno seguire i seguenti criteri:

a) per l' impaginazione della tesi:

Specifiche  
fogli formato A5
Fronte retro
margini 3 cm (superiore)
2,5 cm (inferiore)
2,5 cm (sinistro)
2 cm (destro)
interlinea 1,5
rientro paragrafo 1 cm
carattere tipo Times New Roman o Garamond, dimensioni 12 o 13 pt
sommario collocato all'inizio
note a pié di pagina numerazione progressiva; dimensioni 10 o 11pt

 

b) per la bibliografia da inserire in calce alla tesi:

deve essere costituita solo dalle opere effettivamente consultate ed usate ai fini del lavoro. Le opere indicate in bibliografia saranno elencate in ordine alfabetico per autore (volendo si potrà distinguere le monografie dagli articoli, ma ciò non solo non è indispensabile, ma non è neppure consigliato, tranne che per gli articoli da quotidiani e settimanali).

c) per le citazioni, nel testo e in nota:

  • per la legislazione, si deve indicare, la prima volta, il provvedimento per esteso, completo di data e numero (es.: legge 7 agosto 1990, n. 241). In seguito, lo stesso provvedimento deve essere indicato in forma abbreviata (es.: l. n. 241/1990). L'articolo precede l'indicazione eventuale del comma di riferimento e del provvedimento (es.: art. 1, comma 1, l. n. 241/1990);
  • per la giurisprudenza, le decisioni devono essere segnalate, la prima volta, con l'indicazione per esteso dell'organo giudicante, della data e del numero (es.: Tribunale Civile Roma, sez. IV, 8 gennaio 1995, n. 1), nonché del luogo dove la decisione è pubblicata (nome della rivista, anno, parte, pagina). In seguito, la stessa decisione deve essere indicata in forma abbreviata (es.: Trib. Civ. Roma , IV, n. 1/1995);
  • per la dottrina, le monografie devono essere citate con il cognome dell'autore preceduto dall'iniziale del nome, il titolo completo dell'opera, il luogo, l'editore e l'anno di pubblicazione ed, eventualmente, la pagina cui si fa riferimento. Gli scritti contenuti in opere collettive, dizionari, enciclopedie, ecc., devono essere citati con l'indicazione, oltre che dell'autore e del titolo, dell'opera di cui fanno parte (sempre con il titolo completo dell'opera, il luogo e l'anno di pubblicazione e, eventualmente, la pagina cui si fa riferimento). Gli scritti contenuti in riviste devono essere citati con l'indicazione, oltre che dell'autore e del titolo, della rivista, dell'anno di pubblicazione, della parte e della pagina; i titoli delle riviste, dei dizionari e delle enciclopedie italiane devono essere abbreviati, mentre quelli delle riviste, dei dizionari e delle enciclopedie straniere devono essere scritti per esteso. Citando la stessa opera per la seconda volta, deve essere indicato l'autore e le prime parole del titolo seguite dall'abbreviazione "cit.";
  • per le sigle e abbreviazioni si devono seguire i criteri già in uso per il A. Trabucchi, Istituzioni di diritto civile, II ed., Milano, 2009;
  • l'uso delle maiuscole deve essere limitato ai nomi propri ed alla parola "Stato" (es.: i ministeri, il Ministero del tesoro);
  • i nomi di enti, associazioni, organizzazioni, ecc. devono essere indicati, la prima volta, per esteso, con la sola prima iniziale maiuscola, seguiti dalla sigla, tra parentesi e, anche in questo caso, con la sola prima iniziale maiuscola: es. Organizzazione delle nazioni unite (Onu). In seguito, deve essere utilizzata solo la sigla;
  • i numeri nel testo vanno citati per esteso (es.: gli anni novanta, due per cento);
  • le parole ed i nomi stranieri vanno scritti in corsivo.